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foto: Hatecrimemovie.com
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Quattro giornate dedicate al cinema omosessuale. E' la grande novità di quest'anno, inserita nell'ambito della 62°mostra d'arte cinematografica di Venezia. La rassegna, in programma al Lido dal 5 all’8 settembre presso le sale del cinema Astra, rappresenta il pieno riconoscimento del valore artistico e culturale di pellicole tradizionalmente escluse dal circuito dei grandi eventi.
Senza nulla togliere ai festival indipendenti, come il Sundance per citarne solo uno dei più importanti, o alle rassegne monografiche dedicate alle tematiche lesbo, gay e transgender, l'apertura del festival di Venezia alla cinematografia queer rappresenta soprattutto un segno di maturazione sociale.
In una società orientata all'omologazione, che tende a lasciare ai margini tutto ciò che potrebbe risultare in qualche modo destabilizzante, l'arte rappresenta lo strumento per rilanciare il confronto sulle diversità, qualunque esse siano. Se è vero che si ha paura di ciò che non si conosce, l'alta qualità tematica e formale toccata dai registi della rassegna lagunare, può rappresentare un preziosissimo contributo alla comprensione di una tematica tanto controversa come quella dell'omosessualità.
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